Hai mai pensato a come costruisci dentro di te l’idea di “chi può
aiutarmi” o “quanto valgo agli occhi degli altri”?
Bowlby ci dà una chiave: i Modelli Operativi Interni, o MOI.
Cosa sono?
Sono mappe interne, rappresentazioni interiorizzate del sé che ci
aiutano a prevedere il comportamento delle persone importanti
nella nostra vita, soprattutto delle figure di attaccamento: genitori,
caregiver, partner…
Ci aiutano a dare significato alle prime esperienze relazionali e
diventano una sorta di pilota automatico per i comportamenti che
svilupperemo crescendo.
In pratica, ci dicono:
• Chi può esserci quando ne abbiamo bisogno?
• Come reagiranno se chiederemo aiuto?
• Quanto possiamo fidarci di loro?
Ma non riguarda solo gli altri…
C’è anche un modello operativo di sé stessi: quanto ci sentiamo
accettabili, amabili, meritevoli di attenzione.
Questi due modelli, quello degli altri e quello di sé, parlano
continuamente tra loro, e influenzano la fiducia, la paura, le
relazioni e le emozioni.
Perché sono importanti?
Questi modelli ci guidano nelle relazioni oltre che nelle emozioni,
ma non sono immutabili.
Si possono integrare nuovi modelli, costruire mappe più sicure e
fiduciose, e permettere a noi stessi di vivere relazioni più sane e
autentiche.
Ecco un pensiero da portare con te:
Se il tuo MOI ti dice che “non sempre posso contare sugli altri”,
spesso vivi con più ansia, distanza emotiva o timore.
Se invece il tuo MOI ti insegna che “ci sono persone su cui posso
contare”, il mondo diventa uno spazio più sicuro, e tu ti senti più
libero/a di chiedere aiuto.
Perché è importante?
Capire i nostri MOI significa scoprire come e perché ci
relazioniamo agli altri come facciamo, e iniziare a costruire nuove
mappe interne più sicure, più fiduciose, più gentili verso noi stessi.
